Le scuole vanno riaperte quando ci sono le condizioni per riaprirle”. La ministra PD, responsabile del dicastero ai Trasporti, quello che fu di Danilo Toninelli nel Conte1, lo dice chiaro e tondo e senza giri di parole in un’intervista a Corrado Zunino di Repubblica. Quotidiano di casa FIAT che decide, però, di titolare: “In classe anche sabato e domenica”.

Rispondendo alle domande, l’ex vice segretaria del Partito Democratico, rivela diverse notizie che val la pena di sottolineare. 

La prima è che non non esiste uno studio che “dimostri che i trasporti sono la principale ragione della crescita della curva” dei contagi covid in Italia.

La seconda è che le regioni chiedevano il 100% della capienza dei mezzi pubblici, poi si è mediato all’80% e ora si è passati al 50% e “dobbiamo restarci fino all’estate”.

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La terza è che non si possono aumentare i mezzi, pur disponibili, come sarebbe necessario per viaggiare in sicurezza: a “Milano servirebbe far uscire dall’autorimessa, dalle 7 alle 9, altri 500 mezzi pubblici. Impossibile, dovremmo togliere dalle strade le automobili. Lo stesso ci dicono le simulazioni su Roma e su Napoli. Quasi tutte le città metropolitane non sono nelle condizioni di ospitare numeri così alti di nuovi mezzi pubblici”.

La sola soluzione sono quindi gli ingressi scaglionati, che finora non si hanno avuti in nome dell’autonomia scolastica. La Ministra ammonisce: “Dobbiamo spalmare l’entrata e l’uscita degli studenti sulle prime dodici ore della giornata, dalle 8 alle 20” e se necessario sabato e domenica compresi.

Restano due osservazioni senza risposta: la prima è se basta questo a rendere la scuola un posto sicuro e la seconda è se i mezzi pubblici non salubri siano un tema solo studentesco. Alla prima Paola De Micheli risponde con un “boh”, alla seconda dicendo “anche gli orari delle attività produttive dovranno essere cambiati e cadenzati”.