64.980 tanti erano tra studenti e studentesse, docenti e non docenti i positivi covid nelle scuole italiane un mese fa. I dati, fermi al 31 ottobre 2020, li ha forniti, come obbligato dalla legge, il Miur (Ministrero dell’Istruzione, Ministero dell’Università e della Ricerca), alla rivista Wired che li ha condivisi sul suo sito.

Numeri alla mano, si sfata così il mito secondo il quale gli istituti scolastici siano stati sostanzialmente immuni al coronavirus.

Sars-cov-2 ha infatti colpito più studenti, docenti e non docenti che chiunque altro. I numeri dicono che l’infezione ha avuto, tra i banchi, un’incidenza maggiore del 30% rispetto al resto della popolazione italiana.

Più nel dettaglio, tra il 27 settembre e il 31 ottobre, in Italia è risultato positivo lo 0,59% della popolazione, ma lo 0,80% della popolazione scolastica.

Più precisamente, sono risultati positivi 306.577 italiani e 63.023 tra docenti, non docenti e studenti.

La situazione, però, potrebbe essere anche peggiore. I dati forniti dal MIUR non comprendono infatti la Valle d’Aosta e neppure le province autonome di Trento e Bolzano. 

Per altro, nel file che qui potete leggere, dei 6.700 comuni italiani, sul cui territorio insiste una scuola, le rilevazioni riguardano solo 2.546 municipalità. Molto meno della metà.

Le possibilità sono due. O ci sono stati casi solo nelle scuole dei 2.546 comuni citati, o, viceversa, i dati dei restanti 4.154 comuni non sono stati registrati o lo sono stati in ritardo.

Pare non irrilevante ricordare che questi numeri provengono dai report settimanali che i presidi delle scuole italiane sono obbligati a trasmettere ai ministeri per il monitoraggio dell’infezione covid nel nostro Paese.

Per completezza d’informazione è giusto poi annotare che il MIUR si era silenziato il 27 settembre scorso, cioè da quanto, con toni trionfalistici, la ministra Lucia Azzolina aveva annunciato che nelle prime due settimane di lezioni si erano infettati solo 1957 tra insegnanti, studenti e corpo non docente. Da allora, si potrebbe malignare, visti i dati, tutto era stato silenziato

Avevano fatto eccezione solo delle dichiarazioni general generiche del presidente del consiglio Giuseppe Conte, della ministra Lucia Azzolina e del presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Franco Locatelli, tutte concordi nel raccontare che le scuole erano e sono luoghi salubri. Dichiarazioni oggi contradette dai numeri.

Il Miur si è dovuto arrendere alla rivista Wired, rompere il silenzio e dare i numeri, per quanto vecchi e incompleti, per obbligo di legge. La testata giornalistica ha infatti presentato un accesso agli atti e i ministeri hanno ottemperato, mentre così non ha invece fatto l’Istituto Superiore della Sanità.

Per parte nostra, di EstremeConseguenze.it, annotiamo che anche il Comune di Milano non ha risposto alla nostra richiesta di accesso agli atti, datata 14 aprile 2020. È per questo motivo e con convinzione che la nostra testata aderisce e invita ad aderire alla petizione #datiBeneComune, affinché tutti i dati su questa pandemia e sulle sue vittime, siano finalmente resi noti alla pubblica opinione.