“Il 29 settembre avevamo 50 mila infetti covid attivi”. Poi cosa è successo? “L’unica cosa che è successa di diverso è stata la riapertura delle scuole”. Questo scambio è ripreso da un’intervista che Alessandra Arachi ha fatto al professor Roberto Battiston e pubblicata sul Corriere della Sera con il titolo “Se continuiamo a fare i bravi Rt zero fra un mese”. Battiston è il fisico delle particelle che, analizzando flussi e numeri, aveva previsto il picco dei contagi della seconda ondata.

Sempre dall’analisi dei numeri, questa volta, ha previsto le curve discendenti. Sempre se non si riapre tutto e in particolare i licei. Il docente la spiega così: “Il punto problematico sono i liceali, gli studenti delle superiori”. “Penso che da qui al 7 gennaio, quando gli studenti delle superiori dovrebbero tornare sui banchi, ci sono cinque settimane preziose durante le quali si possono mettere a punto le precauzioni che fino ad ora sono state ignorate”.

Un osservazione di buon senso, che però Giuseppe Conte e la ministra Lucia Azzolina vorrebbero non seguire. Chi lo dice? Lo dice il presidente della Regione Liguria che in un’altra intervista scena un “dietro le quinte”. Toti dice: Noi presidenti di regione “abbiamo ribadito che l’idea di riaprire a una settimana dall’inizio delle vacanze (il 14 dicembre, ndr) è irrazionale e schizofrenica, meglio rinviare al 7 gennaio”. “Purtroppo c’è di mezzo uno scontro politico all’interno del Governo”.

Non occorre interpretare granché le parole di Toti, che è fin troppo chiaro, val però la pena di sottolineare come non ci sia alcun problema legato a salute della popolazione italiana o della popolazione scolastica dietro alla volontà di riaprire la scuola quando ancora non ci sono le condizioni, ma solo una querelle puramente politica atta a non sacrificare Azzolina e forse lo stesso Conte in un prossimo rimpasto.

Tornando al buon senso e a Battiston. Il docente ricorda che il primo problema irrisolto restano i trasporti su cui il ministro competente ha già spiegato che la sola soluzione restano gli ingressi scaglionati (segui il link per rileggerla).

Interessante poi la nota finale dell’intervista. “Vorrei fare una provocazione da fisico: dagli studi che sono stati fatti viene fuori che il maggior contagio arriva dai ragazzi tra i 15 e 20 anni. In gergo si dice che sono una sorgente. Io tra vaccinare 3 milioni di liceali o 26 milioni di over 50, vaccinerei prima i liceali così da eliminare la sorgente dei contagi”.