“Il governo dei migliori”, si era detto. Pensando di tirare fuori un’espressione che bucasse schermi, social e quotidiani.

Invece dal cilindro del prestigiatore era uscita solo una vecchia vecchissima espressione e nemmeno così fortunata.

C’è la monarchia, il governo di uno solo.

C’è la democrazia, il governo del popolo.

C’è l’aristocrazia, il governo dei migliori.

Soltanto che storicamente i così detti “migliori” erano soltanto i figli dei figli o i nuovi appartenenti alla classe dei nobili.

Articolo 79 dello Statuto Albertino, 4 marzo anno domini 1848: “i titoli di nobiltà sono mantenuti per coloro che vi hanno diritto; il re può conferirne dei nuovi”.

Cento anni dopo tondi tondi. 1º gennaio 1948. Disposizioni finali della Costituzione della Repubblica Italiana: “I titoli nobiliari non sono riconosciuti.
La legge regola la soppressione della Consulta araldica”.

I nobili per sangue sono stati così sostituiti per legge da quelli per elezione. Perché se le parole hanno un significato, quello di nobile è “onorevole”, abbreviazione “on.”.

E così, noi che ci eravamo fatti incantare da quel termine “migliori”, ??????? (aristoi), che avevamo inteso come l’aggettivo comparativo di buono, siamo rimasti con quel pugno di illusione etimologica in mano.

Quindi oggi giurerà il governo dei soliti più qualche amico degli amici.

Con l’avvertenza che nemmeno si potrà attendere di dire “aspettiamo di vedere come lavorano per giudicarli”, perché la maggior parte di loro già lì abbiamo visti lavorare.

I numeri due e tre dei partiti, nani insomma, ballerine, a voler citare Rino Formica, poche: il solito governo italiano vecchia maniera a trazione machista.

8 donne su 23 ministri, sarà perché l’aggettivo singolare femminile “migliora” non esiste nella nostra lingua.

La vulgata attribuisce al filosofo François-Marie Arouet, che si faceva chiamare Voltaire, la frase: “il meglio è nemico del bene”.

In realtà la frase compariva nel suo Dictionnaire philosophique del 1770 come citazione di un proverbio italiano: “il meglio è l’inimico del bene”.

E a vedere questo “mejo governo” vien da pensare che del bene sia “inimicissimo”.