Lo chiamano indice della paura e la notizia è che è tornato sotto quota 20, un anno preciso dopo che aveva sforato la barriera psicologica della doppia decina.

19.97, la precedente chiusura era stata 21.25. L’indice in questione, gli addetti ai lavori lo chiamano VIX, che, sciolto l’acronimo, significa Volatily Index.

Dai non addetti ai lavori, viene spiegata così: quando ci sono le vendite dei titoli di borsa in discesa libera, il così detto “panic selling”, il VIX è su, viceversa è sotto il 20 e va tutto bene.

La buona notizia è che la paura sembrerebbe archiviata e questo lo dicono i numeri. Perché sia passata, la paura, l’indice, ovviamente non lo dice.

Forse non ha neppure senso chiederselo più di tanto, perché ognuno ha i suoi motivi per, un anno dopo la diffusione di Sars-CoV-19 nel mondo, dire adesso che è tutto passato o che, per lo meno, non c’è più da avere un gran timore.

Mi sono spesso chiesto se fosse una boiata quel che mi avevano raccontato della paura di volare sui voli transoceanici, quelli da decina di ore. “La paura non può durare l’intero volo, prima o poi passa”. Questa era la certezza propinata.

Non ho mai avuto il timore di salire su uno di quegli autobus con le ali e, quindi, non posso dire.

Sul covid, il virus che di ali ne ha spezzate parecchie, invece l’esperienza è decisamente patrimonio comune e credo che la paura di finire in ospedale o in terapia intensiva, noi o i nostri cari, l’abbiamo avuta un po’ tutti.

Cosa è successo a questa nostra paura? A vedere ristoranti pieni, strade dello shopping affollate, mascherine a proteggere le pappagorgie, termoscanner appoggiati da qualche parte, saturimetri con le pile scariche, vien da pensare che ce la siamo lasciata alle spalle.

Eppure non è che ci siano molti motivi per professarsi tranquilli. I decessi sono ancora centinaia ogni giorno. Mezza Europa è in lockdown e lo è da tempo e l’anomalia italiana di non esserlo potrebbe essere presto archiviata.

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Ciononostante la paura non c’è più. È un fatto.

Se poi si guarda a crisi economica, contrazione dei fatturati, incremento di disoccupazione giovanile e non, c’è davvero ancora meno da stare sereni, per citar la nota frase.

Il VIX però non ha dubbi e non mente con il suo 19.97 e, quindi, via a stappare e magari ad acquistare qualche titolo.

Farmaceutiche? Bancari? Energetici? Chissà il covid quale speculazione ha favorito, sta favorendo o favorirà.

“I mercati sono euforici”, dicono gli esperti, che registrano afflussi record ai fondi azionari quotati negli USA.

Si chiama L.O.V.E., che sta per “Libertà, Odio, Vendetta ed Eternità”, l’opera marmorea alta 4 metri e mezzo, posizionata davanti a Palazzo Mezzanotte, la storica sede della Borsa di Milano.

Il manufatto di Catelan rappresenta un dito medio ed è inequivocabile segno rivolto al mondo dell’alta finanza. Si direbbe denuncia.

Spesso qualcuno chiede di spostarlo per la sua irriverenza e polemiche relative, ma adesso che la paura è passata, che ci rasserena che il VIX sia tornato sotto il 20, che è diventato comune motivo di sospiro di sollievo vedere gli indici economici indifferenti a quelli pandemici, verrebbe tanta voglia di lasciarlo lì quell’enorme dito medio.

Ecco forse magari un’accortezza andrebbe però presa, l’enorme statua insultante Palazzo Mezzanotte andrebbe girata di 180 gradi, perché ancora una volta, una volta in più, anche questa volta, hanno vinto loro, i soldi, e noi, le donne e gli uomini, ovviamente, scontatamente, prevedibilmente, perso.