Come tanti di noi che stiamo dall’altra parte, alla notizia che Giorgia Meloni querelasse Vauro per averle dato della xenofoba e fascista, la prima mia reazione è stata la meraviglia.

Non solo perché la leader di Fratelli d’Italia è la stessa che solo una legislatura fa si schierò a testa bassa contro la legge Fiano, ovvero quella contro l’apologia di fascismo, bensì perché da quella parte politica lì, ex MSI, ex Alleanza Nazionale, oggi Fratelli d’Italia, era finora parso che “fascista” non fosse inteso come un’offesa.

Quindi il primo pensiero è stato di sollievo e un po’ di soddisfazione: “era ora che il regime di Benito Mussolini fosse universalmente inteso come una pagina nera della storia e l’aggettivo fascista ritenuto da tutti come un’offesa”, mi son detto.

Ovviamente mi sbagliavo. Perché in realtà Vauro non ha detto che l’acqua è bagnata e nemmeno ha dato alla Meloni della fascista, no, il vignettista ha dichiarato che la leader di Fratelli d’Italia è “la leader di un partito che ha cavalcato la xenofobia e il fascismo e – ha aggiunto – io non do alcuna solidarietà. Un partito razzista e violento”.

La solidarietà di cui accenna il disegnatore satirico è quella da lui negata a Giorgia Meloni, malamente insultata da Giovanni Gozzini, professore ordinario di storia contemporanea dell’Università di Siena. Episodio per il quale la leader ha ricevuto, invece, pressoché unanime solidarietà dagli esponenti politici di quasi tutto l’arco costituzionale, nonché dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Quindi, ricapitolando, il problema non è Giorgia Meloni, ma è la valutazione di Vauro su Fratelli d’Italia di cui lei è presidente.

Infatti, leader politica scrive: “ Non ho alcun interesse alla solidarietà di un personaggio come Vauro, ma per le sue dichiarazioni diffamanti rivolte verso Fratelli d’Italia in TV ne risponderà legalmente”.

Il partito che Vauro ha definito “razzista e violento” e di “cavalcare xenofobia e fascismo”.

Ognuno fa il mestiere che fa e fare il giornalista vuol dire, per esempio, andarsi a leggere carte di intenti e programmi sul sito ufficiale del partito di Giorgia Meloni, fratelli-italia.it.

L’album dei sogni di FdI è raggruppato nelle “tesi di Trieste”: una ventina di punti programmatici.

Due sono quelli che più da vicino riguardano temi che potrebbero far pensare a xenofobia e razzismo.

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Il primo è “ Patrioti, perché le frontiere si difendono e l’immigrazione clandestina su contrasta”.

Interessante l’incipit. “L’immigrazione non è un diritto, è una concessione che uno Stato accorda in relazione alle proprie necessità”. Ho cercato se mai qualcuno avesse definito l’immigrazione una “concessione”, ma il copyright mi sa che è tutto Fratelli d’Italia.

L’altro punto programmatico è: “Patrioti, per difendere la nostra identità dal processo di islamizzazione dell’Europa”.

La tesi viene spiegata così: “Non abbiamo paura di denunciare apertamente il processo di islamizzazione in corso del continente europeo […] Una “invasione dolce” attuata con l’immigrazione musulmana di massa in Europa, con il finanziamento di moschee, centri culturali, università e con il rafforzamento dell’influenza islamica in occidente negli ambiti economici, finanziari, culturali, sportivi e di informazione. Un fenomeno che non solo mette in pericolo l’identità greca, romana e cristiana dell’Europea, ma che mette in discussione anche i principi di uguaglianza, libertà, democrazia e laicità dello Stato sui quali si basa la cultura occidentale”.

Vauro Senesi ha giudicato tutto questo “xenofobo”, “violento” e “razzista”.

“Xenofobo” significa letteralmente “paura dello straniero”.

“Violento” significa che si comporta con istintiva e incontrollata aggressività, in senso figurato può essere usato anche riferito a scritti e discorsi.

“Razzismo”, invece, è comunemente inteso come “qualsiasi discriminazione esacerbata a danno di individui e categorie”.

Adesso, come è giusto che sia, saranno dei giudici a valutare se il vignettista sia o meno colpevole di diffamazione, anzi di diffamazione a mezzo stampa.

Registro, però, che secondo gli ultimi sondaggi, pubblicati solo qualche ora fa, Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, se si votasse oggi, avrebbe un po’ più del 17% delle preferenze. Un italiano su sei. A ognuno valutare se si tratti o meno di nostri connazionali “xenofobi, violenti e razzisti” e, nel caso, preoccuparsi di conseguenza.