Si chiama “precariété mestruelle” e la traduzione dal francese è quello che sembra per assonanza con la nostra lingua: “precarietà mestruale”.

In buona sostanza significa un livello di povertà tale che anche acquistarsi un assorbente intimo, può essere proibitivo.

Quanto costa mensilmente il ciclo? In Francia la spesa è di più o meno 10 euro e in Italia siamo lì. Ma è un fatto di ricchezza. Mi spiego, se sei “ricca”, l’assorbente lo cambi tante volte quante ne hai necessità. Ogni quattro ore ogni giorno? Perché no? Però così gli euro da spendere si moltiplicano.

Il dramma è se invece lo tieni anche l’intero giorno perché così risparmi. Dramma perché per un assorbente interno non cambiato con la regolarità necessaria si può morire.

Si chiama Sindrome da Shock Tossico, TSS, me se volete saperne di più, leggete il bugiardino, le avvertenze insomma, della scatola di assorbenti. Se poi vi va di approfondire, chiedete al ginecologo o al medico di famiglia o al consultorio, vi spiegheranno che è fatale nel 5% dei casi.

Pochi, ma non pochissimi, tanto più che, copio e incollo sempre dalla scatola di assorbenti: “è più probabile che colpisca le ragazze giovani e le donne di età inferiore ai 30 anni piuttosto che le donne più mature”.

Ma, fatale o no, cambiarsi un assorbente, anche se non interno, ogni volta che è necessario, è fondamentale per la salute di ogni donna.

Non ho trovato un analogo studio fatto nel nostro Paese, ma a Parigi lo hanno condotto e hanno scoperto che un terzo secco delle studentesse di scuole dell’obbligo, studi superiori e università, dichiarano di avere bisogno di un aiuto economico per acquistare gli assorbenti.

Un po’ più di una su dieci dichiara di aver dovuto scegliere tra un acquisto di prima necessità e le “protections périodique” e di aver dovuto optare proprio a discapito dei pannolini.

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Una giovane donna su dieci ha dichiarato di fabbricarsi con una sorta di fai-da-te gli assorbenti. Una su venti di utilizzare vari strati sovrapposti di carta igienica.

A queste si aggiungono le donne che lavano gli assorbenti e poi li riutilizzano. Peccato che però non siano progettati per questo.

Ci sono opzioni ecologiche e, sempre in Francia, una donna su tre delle 6.518 studentesse interrogate, risponde di aver optato per coppette o “pannolini lavabili”, ma ben il 68% dichiara di non avere il capitale iniziale per dotarsi di questi strumenti.

Così la Francia. In Italia le cose, con la crisi economica in atto, potrebbero essere anche peggiori.

Quando al primo lockdown bussarono per chiedere di donare qualcosa per le famiglie in difficoltà, tra la lista di quel che serviva c’era pasta, passate e scatolame e assorbenti per il ciclo mestruale.

Un tempo c’era uno slogan che più o meno suonava così: tutti i giorni dovrebbe essere l’8 marzo. In Francia il 23 febbraio scorso hanno deciso di mettere nelle scuole di studenti in età da ciclo mestruale dei distributori gratuiti di assorbenti.

Studenti perché, hanno spiegato, l’identità sessuale non sempre corrisponde a quella fisica, stiamo parlando del 3% della popolazione studentesca sondata.

Ma questa è un’altra storia che poco ha a che fare con la “precariété metruelle”, se non che, per entrambi i temi, da noi, si fa finta non esistano. Per “decenza” ricordando Isabel Allende e la sua Casa degli spiriti.

“Quando era piccola, sua nonna le aveva insegnato che le cose proprie delle funzioni umane erano naturali e poteva parlare delle mestruazioni come della poesia ma, più tardi, a scuola, aveva imparato che tutte le secrezioni del corpo, meno le lacrime, sono indecenti”.