Buon otto marzo a Maria Elisabetta Alberti, la Presidente del Senato della Repubblica Italiana, che noi tutti conosciamo come “Casellati”, cioè con il cognome del marito.

Buon otto marzo alla seconda carica dello Stato, che la prima, Presidente della Repubblica, a una donna, “non è ancora il tempo”.

Buon otto marzo alle ministre del governo in carica, del Draghi uno, ben 8 donne. 15 sono gli uomini.

Buon otto marzo alle elettrici italiane, che sono maggioranza, ma “preferiscono votare gli uomini”.

Buon otto marzo alle deputate e senatrici italiane, che occupano metà dei seggi occupati dagli uomini e “mai sono state così tante”. Evviva.

Buon otto marzo alle donne del PD, del partito progressista, che… tutte sottosegretario e viceministro e vicesegretario e, comunque, vice.

Buon otto marzo a Giorgia Meloni, Presidente di Fratelli d’Italia, la sola donna a capo di un partito politico in Italia. Capo anche dei conservatori europei. Quelli che “l’interruzione di gravidanza… se ne fanno troppe”.

Buon otto marzo alle donne che negli ospedali pubblici trovano solo medici obiettori, abortisti però nel privato.

Buon otto marzo alle donne che sono capaci ed efficienti come gli uomini, ma, per stimolarle a far carriera, guadagnano sempre meno dei parigrado maschietti.

Buon otto marzo alle “Regine della casa”, che gli uomini sono democratici e non ambiscono a cariche monarchiche.

Buon otto marzo alle suore, alle mie pro-zie e anche a tutte le altre, che se volevano diventare Papa, han sbagliato religione.

Buon otto marzo alle donne velate, non le suore, le altre, che nessuno da noi chiama “sorelle”, ma sfigate.

Buon otto marzo alle donne che il velo lo tengono su a forza di botte.

Buon otto marzo a tutte le donne italiane che nelle mura di casa italiane vengono riempite di botte dai loro compagni, mariti, fidanzati, fratelli italiani che, un giorno ogni tre, ci scappa il morto, la morta in realtà.

Buon otto marzo alle prostitute, che si sa che “è un mestiere come un altro” e che “se lo scelgono”, ché “alla fine anche a loro piace e in più guadagnano per fare l’amore”.

Buon otto marzo alle donne che scelgono le donne, che fa tanto sesso ai maschi guardare due donne che si toccano, se sono eterosessuali. Le lesbiche e le lgbt che si amano per conto e piacere loro, “che schifo”.

Buon otto marzo alle donne che vogliono avere un figlio, anche se “il buon Dio ha scelto diversamente” o anche se la vita la dividono con un’altra donna. La loro donna.

Buon otto marzo alle donne che si bastano, che scelgono. Scelgono di non sposarsi. Di non avere marito. Di non avere figli. Nonostante si sa che “è nel matrimonio e nella maternità che una donna si realizza per davvero”.

Buon otto marzo alle mie due giovani donne di casa, alle quali anche questo 8 marzo ho regalato delle mimose per scusarmi del mondo che sto loro lasciando in eredità, che le costringe a commettere quel brutto errore ortografico e a scrivere anche in questo 2021: “lotto marzo”.