Ha da poco compiuto 66 anni, nemmeno due settimane fa. Non fa il medico e neppure l’insegnante. Ed è forse per quello che il vaccino non se lo è fatto in Italia, dove chissà quando gli sarebbe toccato, ma a Dubai.

“E’ stato fatto a scopo di lavoro”, ha dichiarato l’ENI al Financial Times, che ha fatto uscire la notizia, mettendo il nome dell’amministratore delegato del Cane a sei zampe, Claudio Descalzi, insieme a quello di reali, finanzieri, banchieri di tutto il mondo che si sono vaccinati negli Emirati Arabi.

Mark Machin, ceo del Canada Pension Plan Investment Board, anche lui nella lista, si è dovuto dimettere il 26 febbraio scorso perché a Ottawa si sono accorti, e non hanno gradito, che per andare a “immunizzarsi” contro il covid, il nostro aveva violato il lockdown nazionale.

Negli Emirati Arabi a oggi hanno vaccinato 6 milioni di persone su 10 milioni di abitanti, sono molto bravi, forse più di israeliani e inglesi, poi hanno, per così dire, una marcia in più: risorse economiche infinite che fanno si che più che abbondanti abbiano le scorte di quel per noi rarissimo Pfizer-BioNTech, quello che noi iniettiamo, quando lo abbiamo, agli ultra sessantacinquenni.

A Dubai no, tanto che, come avviene alle Hawaii, dove i turisti sono omaggiati con ghirlande di fiori, negli Emirati lo fanno con il prezioso vaccino anti-covid. Benvenuto! Zac!

Non Pfizer, ma Moderna, sempre vaccino RNA, è quello che è stato somministrato poche ore fa al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che però, per averlo, non è andato a Dubai, non ha chiesto trattamenti di favore, si è messo da buon 79enne in fila allo Spallanzani di Roma e ha atteso il suo turno, che, fanno sapere dal Quirinale, è arrivato dopo due mesi di attesa.

E non è che ciò sia avvenuto perché uno è un politico, anzi il più importante politico italiano, e l’altro il numero uno del più importante gruppo petrolifero italiano, ottavo nel mondo, infatti sono tanti senatori e deputati che sono riusciti a saltare file e farsi vaccinare, ostentando il tesserino di qualche ordine professionale, scavalcando la fila, superando per una volta quegli odiosi vecchietti che spesso li avevano sorpassati alle poste o al supermercato. Ma anche prima di medici, infermieri e personale ospedaliero.

Come dice il detto: “muore primo, chi si vaccina ultimo” o qualcosa del genere.