Nelle scorse ore è morta all’ospedale Sant’Orsola di Bologna una bambina di 11 anni.
A ucciderla è stato il covid.

La ragazzina di Finale Emilia aveva patologie pregresse e anche gravi o per dirla con il “medichese” della nota stampa dell’Ausl di Modena: «Sulla piccola paziente, il covid si è innestato su un quadro compromesso da tempo per una patologia grave».

Lo so, che nella sua completezza e tragicità ha un po’ il sapore della non-notizia. Mi spiego: era malata, è arrivato il covid ed ha accelerato un decorso e un destino per certi versi ineludibile.

E forse, a voler essere cinici, un po’ è così: è una non-notizia, sennonché la realtà è che una ragazzina di 11 anni è morta, non per le patologie pregresse, ma di covid. Nel senso che, se non si fosse infettata, sarebbe viva.

Per carità, una storia quasi banale in questi anno pandemico, per tante delle vittime di questo virus è andata così, la fine della loro vita, già segnata, è stata anticipata di un tot, un tot variabile dalla gravità e dalla letalità delle così dette “patologie pregresse”.

Dei bambini, come quella di Finale Emilia, si scrive e parla poco, come poco si scrive di tutti quei malati cui il covid ha tolto l’ultimo pezzo di vita, come, appunto, fossero dei predestinati.

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E, in fondo, è strano perché è proprio di loro che si dovrebbe dire di più. Mi spiego, si dovrebbe dire: «mettetevi la mascherina, state in lockdown, fate lezione in dad per salvare le persone deboli, fragili, malate».

Più crudo? «Mettere quella mascherina, evitate gli assembramenti, tenetevi a due metri di distanza, perché altrimenti una bambina di 11 anni di Finale Emilia muore».

Questo decesso e, con il suo, quello di tutti i 107.636 che il covid si è portato via, ha colpe e responsabilità.

Ci sono quelle delle istituzioni che non hanno saputo tutelare la salute pubblica e la salute dei più fragili, ci sono quelle di coloro che non hanno rispettato le regole anticontagio, ci sono quelle di coloro che si sono vaccinati saltando la fila, magari fingendosi caregiver, e posticipando la somministrazione per quelli che fanno davvero assistenza familiare, come i genitori della ragazzina di 11 anni, ora in isolamento perché risultati positivi al covid.

Perché tra i fragili, la ragazzina di Finale Emilia era tra i più fragili, in quanto impossibilita a fare qualsiasi vaccino. Non ne sono stati approvati per la sua età.

Quindi la sua vita e sopravvivenza dipendeva da noi e, credo questa sia la vera notizia, la sua morte è il nostro fallimento.