Lo so, lo so, che è anche un peccato capitale, ma ieri milanesi vaccinati vi ho invidiati, ho proprio rosicato da morire.

Io con mascherina e un foglietto con su scritto per quale non prorogabile motivo avevo lasciato le mura di casa e voi, belli come il Sole, in giro in gruppo senza mascherina, frizzi, lazzi, urla, amore, felicità.

A guardarvi come non pensare che AstraZeneca faccia bene, sicuramente non Pfizer, perché nessuno di voi era in giro con il bastone dell’ottantenne.

Per un attimo, perdonatemi pure questo, ho pensato anche io di andare dritto dritto ad Arezzo e iscrivermi in quella lista per giornalisti che si prendono i vaccini che altrimenti andrebbero buttati. O, forse, era la lista dei caregiver-giornalisti? Ammetto, non ricordo.

Certo questa cosa che voi in tasca abbiate il passaporto vaccinale mi ha sorpreso, mica sapevo che a Milano già li dessero. Somministrazione e taac, come si dice sotto la Madonnina, lasciapassare antipandemico.

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Perché sicuramente lo avevate, tant’è che ho visto che passavate incuranti davanti alle donne e agli uomini in divisa delle forze dell’ordine, che poi è evidente che vi conoscono tutti, efficientissimi ho notato che non hanno fermato, neppure per sbaglio, proprio nessuno di voi.

C’è stato un momento che ho tentennato e mi stavo sedendo con voi, là in cerchio che vi passavate cosa? Cos’era? Mi sa più una birra che una cola, perché eravate troppo su di giri o forse la ridarella è effetto collaterale del vaccino. Chissà?

Ora, scusatemi, non voglio smorzare il vostro sorriso, la vostra euforia, ma ieri il bollettino della protezione civile diceva che i nuovi infetti delle precedenti 24 ore erano 19.611 e i morti, che di domenica sono sempre meno che durante la settimana, erano 297, per un totale da inizio pandemia di 107.933 vittime.

Se ve lo dico è solo perché tutti questi numeri sono in realtà persone: persone amiche, parenti, compagne, colleghe, congiunte di “immunizzati” con lo stesso passaporto vaccinale che avete in tasca voi.