Quattro mila assunti. I rider non sono più “lavoratori autonomi”. Just Eat ha lasciato perdere il contratto nazionale di lavoro che era stato inventato da AssoDelivery, l’associazione che riunisce la maggior parte delle piattaforme delle consegne del cibo, e l’Ugl, il sindacato di area missina, nato nel 1954 per contrastare CGIL, CISL e UIL.

E proprio con i Confederali e le sigle sindacali autoconfederate, Just Est ha firmato l’accordo che, riconoscendo che i rider sono dipendenti, parifica “le ragazze e i ragazzi delle consegne” agli altri lavoratori del trasporto merci e della logistica.

Anche per i rider quindi orari di lavoro settimanali, riposi settimanali, ferie, tfr, malattia, più un’assicurazione in caso di incidente grave, aggiuntiva alle normali tutele di INPS e inail.

9,70€ la paga oraria, fra due anni 11,70€, rimborsi chilometrici per chi usa un mezzo proprio per spostarsi, compresa la bici, 6 cent.

Sparisce così il cottimo, il pagamento a consegna, che era la base del vergognoso contratto AssoDelivery-UGL, già contestato in tutte le sedi perché sostitutivo ed elusivo di un cnl già esistente.

Ora bisogna vedere se Just Eat resterà eccezione o se altre società delle consegne del
food adotteranno a modello il contratto appena individuato per l’assunzione dei 4.000 rider.

Indubbiamente siamo noi consumatori che ora, sapendo chi rispetta e chi i diritti dei lavoratori, delle e dei rider, potremo decidere a quale app rivolgerci.
Ricordandoci il detto che recita: siamo quello che mangiamo.