Sappiamo tutti come è fatta una bottiglia. Partendo dal basso: c’è il “fondo”, su cui la bottiglia poggia nello stare “in piedi”; poi c’è il “corpo”, che è quella parte regolare dove sta normalmente il liquido che nella nostra è contenuto; la “spalla” è la parte della rastremazione che stringe improvvisamente il diametro e lo porta alla misura del “collo”, che è quello che è sigillato dal tappo; ma niente fretta, perché, prima del sughero, c’è il “cercine”, che è quell’ingrossamento, detto anche “anello” che rende più forte il finale del collo; infine c’è lo “sbocco”, che è da dove prima entra e poi esce il liquido che andrà conservato o semplicemente trasportato.

C’è solo un modo per essere sicuri di farla tutta nella bottiglia ed è che lo sbocco sia abbastanza largo. Solo così la minzione, il pisciare, a voler essere meno educati, non si trasforma in un ingovernabile e fallimentare tiro al bersaglio.

Una volta infilato dentro, la seconda variabile è che la bottiglia o contenitore, sia abbastanza capiente.

Le bottiglie di plastica del tè freddo sono tra le più adatte, per motivi che non conosco, non si chiudono strette strette come quelle delle cole, ma presentano uno sbocco che, per un uomo normodotato, può assolvere il gravoso compito del “pappagallo da viaggio”.

Con un comunicato del colosso delle vendite e delle consegne di quanto venduto on line, Amazon, ha finalmente ammesso che sì i suoi autisti la fanno nelle bottiglie per risparmiare tempo tra una consegna e l’altra, che sì la cosa è nota all’azienda.

A questa confessione si è arrivati alla fine di un duro scambio di tweet tra il colosso di Jeff Bezos e un il deputato democratico della Camera degli Stati Uniti d’America, Mark Pocan.

Il rappresentante del Wisconsin non c’è andato leggero con Amazon, ha infatti scritto: «Pagare i tuoi impiegati 15 dollari all’ora non ti rende un posto di lavoro all’avanguardia se poi costringi i tuoi impiegati a fare pipì nelle bottiglie di plastica».

Dal colosso prima una smentita risentita, poi scuse al parlamentare e ammissioni.

Al che Pocan ha rincarato: «Non si tratta di me, ma dei vostri impiegati, che non trattate con sufficiente rispetto e dignità. Iniziate a riconoscere le condizioni di lavoro inappropriate che avete creato per tutti i vostri dipendenti».

Notizie e dibattito sono tutti oltreoceano, ma le bottiglie di plastica sono in uso anche qui, nella nostra Europa e nella nostra Italia.

E prima di dire che schifo e guardare con sospetto chi vi porterà il prossimo pacchetto dal logo sorridente, pensate che chi ve lo sta consegnando, per via dei tempi e modi di lavoro, non ha neppure il tempo per una pisciata.

Però quel che avete comprato, anzi, che abbiamo comprato, ha un prezzo così conveniente che, insomma, amen se puzza un po’, non tanto di pipì, quanto di sfruttamento.